domenica 28 dicembre 2014

Pesche dolci

Hai voglia a dire che ti va di sperimentare nuove ricette, certi dolci sono troppo buoni e li mangeresti sempre!    Le pesche riscuotono sempre un grande successo e oltre ad essere buone sono pure molto belle a vedersi.
 Col tempo ho provato farciture diverse da quelle cui ero abituata, infatti mia madre faceva sempre una crema con cacao e caffè e senza uova. Buona eh! ma la mia preferita è la ganache al cioccolato, aromatizzata al caffè.
Oggi purtroppo non avevo la panna per la ganache e ho optato per una crema al cioccolato che, essendo un po' liquidina, ho reso più consistente con un foglio di colla di pesce.
Potevo mettere la nutella, però a me non piace troppo (per fortuna direi!!) e nelle pesche meno che mai, ma de gustibus...

Ricette di pesche ne ho almeno quattro, tutte sperimentate e non troppo diverse tra loro. Quella di oggi diciamo che è una via di mezzo tra le pesche adriatiche di Sergio Salomoni e le pesche di Federica Pozzi, per essere più precisa l'ho presa da GialloZafferano.



















Ho fatto un impasto con
500gr farina
175gr zucchero
3 uova
100gr burro morbido.
4 cucchiai di latte
1 bustina di lievito
buccia di limone e un pizzico di sale

Ho fatto delle palline da 16gr, le ho schiacciate leggermente e le ho fatte cuocere per circa 20 minuti a 180°.
Ne sono venute 60, cioè 30 pesche.

Crema:
400ml latte
100gr zucchero
40-50 gr fecola
4 tuorli
80 gr cioccolato fondente sminuzzato
1 foglio di colla di pesce (aggiunta mia).


Quando le mezze pesche sono fredde, scavarle con l'attrezzo per fare le palline (di patate o di melone, per intenderci), mettere la crema nella cavità, accoppiarle, bagnarle nell' alchermes poi rotolarle nello zucchero.
P.S. la crema è avanzata pertanto ne basta mezza dose per 30 pesche.

sabato 27 dicembre 2014

Cosciotto di tacchinella farcito al profumo di arancia

Premetto che la carne non è molto amata in casa mia ma qualche volta bisogna pur mangiarla e, soprattutto, io ho voglia di provare ricette diverse: non mi va di andare avanti a straccetti, pizzaiola e fettine di tacchino panate!!

Diciamo pure che il pollame ha maggior fortuna rispetto alla carne bovina e allora un bel cosciotto farcito mi è sembrata una buona idea
Ero sicura che qualcuno avrebbe storto il naso per la presenza dell'arancia ma io non posso sentire il parere di tutti, non ne uscirei viva e  anche se cerco di accontentarli, spesso faccio di testa mia e se a qualcuno non va bene..beh! sarà più fortunato la prossima volta,  pardon!, la ricetta successiva.

Parliamo del cosciotto.
La ricetta l'ho trovata in uno dei quaderni di "Alice" (tutti questi libri e riviste dovranno pur essere utilizzate!), mi piaceva molto e poi dopo un anno che non facevo ricette con l'arancia dovevo provvedere.
Qualcuno non ha apprezzato, altri sì.
Il mio parere? Sicuramente da rifare.





















Un cosciotto di tacchinella disossato di media grandezza
1 cipolla (io scalogno)
1 arancia intera
timo
rosmarino
3 chiodi di garofano
1/2 bicchiere vino bianco
brodo vegetale
olio
sale e pepe

Farcia:
150gr polpa di maiale tritata
100gr mortadella tritata
100gr salsiccia
20gr pane grattato
1 uovo
1 cucchiaio parmigiano
5 prugne secche denocciolate
buccia arancia
timo
latte
sale e pepe

Far rosolare la salsiccia in un padellino senza grassi.
In un altro padellino far cuocere il pangrattato con qualche cucchiaio di latte.
In una ciotola mettere la carne di maiale, la mortadella, la salsiccia, le prugne a dadini,il parmigiano, l'uovo,il timo, il pepe, il sale e la buccia d'arancia.
Amalgamare bene il tutto.
Allargare il cosciotto, salarlo, peparlo e farcire.
Cucire l'apertura con filo da cucina.
Ungere il cosciotto con l'olio e metterlo in una teglia ricoperta da carta da cucina.
Far cuocere a 220° per venti minuti.
Toglierlo dal forno e metterlo da  parte.
Eliminare la carta dalla teglia, affettare l'arancia (io ho tolto anche la buccia e la parte bianca), metterla sul fondo,
Appoggiarvi sopra il cosciotto, aggiungere la cipolla, il timo, il rosmarino,i chiodi di garofano.
irrorare con il succo d'arancia e il vino.
Mettere sul fuoco e sfumare.
Coprire con carta d'alluminio e rimettere in forno a 180° per circa un 'ora, bagnando con il brodo vegetale.
Terminata la cottura, avvolgere il cosciotto nell'alluminio ( io carta forno) e far riposare per circa mezz'ora.

Eliminare dal fondo di cottura gli odori e l'arancia e frullare il tutto.
Filtrare la salsa, scaldarla e servirla in una salsiera.
Servire il cosciotto a fette con la salsina a parte.

lunedì 17 novembre 2014

Biscottini parmigiano e semi di papavero.

Buoni! buoni! buoni!e pure abbastanza rapidi da fare.
Ovviamente fatti la domenica pomeriggio per mia figlia, per il suo spuntino di metà mattina al lavoro. Di solito faccio cose abbastanza light e questi non lo sono molto però, ogni tanto, uno strappo si può fare e non solo per mangiare qualcosa di più sfizioso del solito, ma anche per provare qualcosa di nuovo.

























In un recipiente ho lavorato

75 gr parmigiano grattugiato
35gr olio
30gr farina
1 albume
1/2 cucchiaio di semi di papavero.

Ho fatto delle palline, grandi come una nocciola molto grande, le o schiacciate un pochino con le mani e poi con i rebbi della forchetta.
Ne sono venute trenta.
Cotte in forno a 220° fino a doratura dei bordi, naturalmente in teglia coperta da carta forno.

lunedì 10 novembre 2014

Torta di mele con uvetta e scorza d'arancia

Ennesima torta di mele!
La pioggia, il freddo, le mele da smaltire (ce ne sono ancora molte) ...e poi, diciamolo, quando si è costretti dal maltempo a stare in casa, cosa c'è di meglio se non  pasticciare? e  magari fare pure qualche piccolissimo esperimento.
Mi andava di fare una torta di mele con l'uvetta e volevo metterci pure il profumo dell'arancia, ma le arance non trattate ancora non le trovo e quindi ho pensato di prendere delle scorzette di arance candite e tritarle.
Ho qualche perplessità: non ce l'ho home made quindi non saranno granché, però ci provo.
Prova superata! Almeno questo è stato il giudizio di chi l'ha mangiata.
Mi sa tanto che dovrò fare le scorzette da me...e credo che sarà ancora più buona.


























200gr farina 00
40gr farina integrale
3 uova
120gr zuccherro
zucchero di canna q.b.
70gr olio
una manciata uvetta
40gr latte
20 gr arancia candita
cognac qb.
3 mele
1 bustina lievito

Ho messo a bagno l'uvetta prima nell'acqua tiepida poi l'ho strizzata e messa con un po' di cognac.
Ho tritato le scorze di arancia con il latte e le ho messe da parte quindi ho lavorato le zucchero con le uova e, continuando a lavorare con le fruste, ho aggiunto la farina a cucchiaiate, poi l'olio, il lievito e infine l'uvetta strizzata, il mix arance candite-latte e una cucchiata di cognac.
Ho unito all'impasto le mele tagliate a fettine, lasciandone un po' da mettere sopra.
Ho cosparso la superficie con zucchero di canna.
Cottura circa 45 minuti sui 190°, teglia  24cm.

giovedì 6 novembre 2014

Minestra riso e scarola

Devo dire la verità: non avrei mai immaginato di mettere questa ricetta nel blog.
Poi succede che  metti la foto su facebook del tuo pranzo, una semplice minestra, un piatto "povero", uno di quelli che facevano le nonne e scopri che riscuote un certo successo.
Pensandoci bene era già capitato qualche tempo fa con un altro piatto, questo, che vi consiglio di provare.
Un po' sorrido e un po' rifletto su questo e deduco che certe volte si ha bisogno di cose semplici, "antiche".



















Per 3-4 persone (dosi approssimative)

3 cespi di scarola
2 salsicce
1 scalogno
3-4 cucchiai di passata di pomodoro
brodo di dado
peperoncino
parmigiano
olio
180-200gr riso


ho fatto soffriggere lo scalogno e ho messo le salsicce sbriciolate.
Quando erano leggermente cotte ho unito la scarola tagliata grossolanamente, la passata, il peperoncino e il brodo.
Ho fatto cuocere per una mezz'ora.
Ho messo il riso e portato a cottura.
Messa la minestra nei piatti, ho aggiunto parmigiano grattugiato e un bel giro d'olio.


domenica 19 ottobre 2014

Torta di mele con noci (Dan's apple,walnut and custard pudding)

Sempre alla ricerca di nuove ricette di torte di mele,non solo ho comprato altri due libri sull'argomento di cui uno in francese, ma ho cominciato a cercare disperatamente su internet soprattutto nei blogs stranieri.
Ormai mi ero messa in testa di fare qualcosa con mele e noci e prima o poi qualcosa dovevo trovare, ma doveva essere una torta di mele come volevo io, come avevo in testa io.
La cosa è durata diversi giorni, ho trovato cose interessanti e, finalmente!, sono incappata nella ricetta giusta.
Questa volta non è stato solo trovare una ricetta, è stato scoprire qualcuno che non conoscevo.
Sicuramente per le appassionate di cucina sarà un nome noto ma per me, non informatissima, è stata una novità e adesso...sono rovinata!!! Sono andata a cercare i suoi libri su Amazon e chissà se ne metterò qualcuno nel carrello....mi sa tanto di sì!
Non la faccio tanto lunga e faccio subito il nome: Dan Lepard.
Come sono arrivata a lui? attraverso un blog francese, questo.

Ho letto la ricetta: interessante!  Ho fatto la torta: buonissima!





175 ml latte
vaniglia
3 uova grandi
200 gr zucchero di canna
2 cucchiai maizena
4 mele sbucciate e tagliate in 4
75 ml brandy
75 ml acqua
75 gr noci sgusciate
75gr burro morbido
125 gr farina
1,5 cucchiaini di lievito

Fare una crema con

1 uovo, la maizena, 50gr di zucchero, la vaniglia e il latte.
 Far addensare e mettere da parte facendola raffreddare.

In una padella far caramellare le noci e le mele con 50gr di zucchero e il brandy.
Far cuocere fino a quando il liquido è evaporato.
Far raffreddare.

In una ciotola lavorare il burro con i rimanenti 100gr di zucchero, aggiungere  2 uova (uno per volta) e infine la farina e il lievito.
Imburrare uno stampo da 22cm (io da 24 con cerniera), versarvi la crema in modo irregolare, aggiungere l'impasto sempre allo stesso modo e infine le mele e le noci, facendole affondare leggermente.
Cuocere a 180° per 45 minuti circa.
Servire caldo con panna montata.Io l'ho mangiato da solo tiepido e freddo ed era buonissimo!




martedì 7 ottobre 2014

Calamarata

Ne avevo proprio voglia!
Così oggi, nonostante non fossi in perfetta forma, mi sono messa ai fornelli.
Le ragioni sono due: non solo è un piatto che mi piace molto, ma volevo anche ritrovare qui nel blog la ricetta che avevo salvato tanti anni fa, senza perdermi tra le varie versioni che ho.
E' passato tanto tempo e non ricordo come sono arrivata a questa ricetta, comunque ho salvato il nome dell'autore, Vincenzo D'Antonio, e siccome bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, mi sembra più che giusto nominarlo.
Io ho seguito le sue quantità, tranne che per i pomodori, ne ho messi due di più.



















Per 4 persone:
350gr di calamarata (pasta tipica)
3 calamari medi (io due grandi)
5 acciughe (10 mezze acciughe sott'olio)
3 pomodori tondi maturi (io ne ho messi 5)
origano
una piccola noce di burro
3 spicchi di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
olio q.b.
sale
pepe

Ho tagliato i tentacoli e le alette, togliendo anche la pellicina bianca, e li ho messi con un filo d'olio in una ciotola.
In una padellina ho fatto fondere il burro e vi ho sciolto le acciughe, lontano dal fuoco (oppure a fuoco bassissimo) e vi ho versato i tentacoli e le alette. Cottura circa 5 minuti.

In un'altra padella ho fatto soffriggere nell'olio tre spicchi di aglio, quando erano dorati li ho tolti e vi ho messo i pomodori sbollentati, pelati e ridotti a dadini e  i calamari tagliati a strisce.
Ho fatto cuocere per una decina di minuti a fuoco moderato,
Trascorso questo tempo vi ho versaro il vino, alzando la fiamma al massimo.
Evaporato il vino, ho messo un coperchio sulla padella, fatto cuocere a fuoco moderato, e dopo un paio di minuti ho aggiunto i tentacoli dell'altra padellina..
Qualche altro minuto di cottura e poi aggiungere una bella spolverata di origano.

Lessare la calamarata e poi metterla nella padella e far insaporire.

martedì 30 settembre 2014

Quadrotti al latte (torta di mele)

Una nuova ricetta di torta di mele in questo fine settembre?  certo! Ormai ne faccio di continuo, piacciono, e io mi diverto a provarne ogni volta una diversa.
Questa non è tra le più goduriose, come quella con il guscio croccante per intenderci, ma è buona e ha una quantità minima di burro e pure la farina si può sostituire con un'altra, quindi adatta per chi è intollerante al glutine.
Nella foto è tutta intera, appena uscita dal forno, comunque quando sarà fredda andrà tagliata a quadrotti.
La ricetta è presa da uno speciale sulle torte di mele di "Sale&Pepe" e rispetto all'originale io ho apportato delle piccole modifiche che metterò tra parentesi.



















1,3kg mele a fettine sottili ( 1,1kg)
160gr farina
100gr zucchero + 20gr
4 uova
5 dl latte
30 gr burro
sale
buccia di limone
1 bicchierino di grappa (grappa alle cotogne home made)

(1 cucchiaino raso di lievito per dolci)
(30gr olio di riso)

Tagliare le mele a fettine e metterle in un recipiente con la grappa, rigirandole di tanto in tanto.
Fare una pastella con uova, farina, buccia limone, sale,(lievito, olio facoltativi), aggiungendo a filo il latte.
Unire le mele, amalgamare e versare il tutto in uno stampo rettangolare 30 x 23, rivestito da carta forno bagnata e strizzata.
Cospargere con 20gr di zucchero e fiocchetti di burro.
Cuocere per circa un'ora a 180°.

domenica 28 settembre 2014

Crackers ai 5 cereali ...e ai pomodori secchi

Dopo ricette a volontà di muffins adesso mi diletto, per così dire, a provare i crackers.
Naturalmente anche questi sono per mia figlia (ma anche gli altri non disdegnano), uno snack genuino da gustare a metà mattina.
Ho cominciato con dei biscottini con i mirtilli e ora sto passando al salato e direi pure con una certo soddisfazione.
La scorsa settimana avevo fatto una ricetta di crackers integrali che a me non erano piaciuti affatto e proprio per questo non avevo conservato gli appunti, mentre Elena e la sua collega avevano detto che erano buonissimi. Mah! De gustibus...
Oggi pomeriggio, visto che era già da qualche giorno che l'idea mi frullava per la testa, ho pensato che era il caso di passare ai fatti, nonostante la stanchezza.
Metto la foto solo dei crackers ai 5 cereali perchè ho solo questa, agli altri non l'ho fatta.
























Crackers ai 5 cereali:

200gr farina ai 5 cereali ViviVerde Bio
60gr acqua
5 cucchiai olio
una puntina di lievito per torte salate
fleur de sel

Impastato tutto pazientemente, steso l'impasto, date le pieghe varie volte e infine steso sottile  ( 2 mm) scarsi, messo sopra il fleur de sel, tagliati a quadrotti e messi a cuocere a 200° fino a quando i bordi erano dorati.

Crackers ai pomodori secchi:

100gr farina integrale
100gr farina kamut
1 cucchiaio abbondante di parmigiano
1 cucchiaio scarso di pecorino romano
60gr acqua
5 cucchiai scarsi di olio
una puntina di lievito per torte salate
foglie di timo
peperoncino (poco)
6 mezzi pomodori secchi sott'olio (ben sgocciolati e tagliati a dadini piccolissimi)
sale

Procedimento come la ricetta precedente, anche in questi fleur de sel messo sopra.

Tortine di mele? No, muffins!

Ancora?? Sì, ancora!
Diciamo pure che un pochino mi diverto a fare nuove ricette o varianti delle solite, del resto  li devo fare e allora perchè non giocare un po'?
In fondo ho fatto per mesi e mesi la stessa ricetta al cacao che cominciava a stancarmi un po' e avevo voglia di cambiare.  
Mi sta sorgendo un dubbio: starò esagerando? Forse, ma va bene così.

















130gr farina00
110 farina integrale
130gr zucchero di canna
2 uova
1 vasetto yogurt
20gr latte
80gr olio di riso/o girasole
1/2 bustina lievito per dolci
una puntina di cannella (anche di più se si vuole)
10gr pinoli
sale
2 mele a fettine

Ho mischiato gli ingredienti secchi, poi ho unito gli umidi, escluse le mele.
Ho messo l'impasto in frigo per un quarto d'ora circa.
Ho affettato le mele non troppo sottili, 2 mm circa, e ho tagliato ogni fettina a metà.
Versato l'impasto nei pirottini, ho conficcato tre mezze fettine di mela nell'impasto, una spolverata di zucchero di canna e in forno per i soliti 20 minuti a 190-200°



martedì 23 settembre 2014

Torta di mele in guscio croccante

Guscio croccante..pure troppo croccante! però buonissimo.
Oggi ero un po' così, diciamo pure un po' giù,e in certi momenti mettere le mani in pasta può aiutare, insomma è stato un pomeriggio di cucinoterapia.
Fare un  cake, dei biscotti , impastare possono aiutare a tiraci su il morale quando non è  proprio alle stelle.
Non andrà bene per la linea, ma per l'anima sì!
Stavo giusto sistemando tutti i miei libroni, libri e librini di cucina nella nuova mini-libreria e mi capita tra gli altri un  "Il meglio di Sale&Pepe:torte di mele".
Bene!-mi son detta-
Quest'anno, tra l'altro,abbiamo avuto una produzione eccezionale di mele e non mi resta che scegliere, tenendo presenti gli ingredienti che ho in casa e cercare una ricetta non eccessivamente burrosa.
Uno sguardo veloce e  la scelta cade su questo "Cartoccio croccante alla frutta".
Le mele golden ci sono, gli amaretti pure..e allora mettiamo subito al lavoro il Kenwood per fare l'impasto del guscio!
C'è voluto un po' di tempo tra impasti e riposi vari, ma è stato un successone!



















Per 6 persone

Per la pasta:

400gr farina
40gr burro morbido
80gr zucchero a velo
1 tuorlo
150gr acqua tiepida
sale

Per il ripieno:
2 mele red delicious
50gr uvetta
40gr pinoli
6 amaretti
rum
un cucchiaio di cannella in polvere
un pizzico di chiodi di garofano in polvere
40gr zucchero semolato
40gr burro.
1 tuorlo

 Ho messo gli ingredienti nel kenwood, ho impastato e ho finito di lavorare la pasta sulla spianatoia, quando era bella liscia ed omogenea, l'ho avvolta nella pellicola e l'ho messa in frigo per circa mezz'ora.
Ho preparato il ripieno: mela a dadini, pinoli tostati, uvetta precedentemente messa a bagno nel rum,amaretti sbriciolati, 30gr zucchero mischiato al cucchiaio di cannella,il pizzico di chiodi di garofano,il burro fuso.
 Poi ho steso la pasta, spessore mezzo cm,  ho fatto un disco di 30 cm (lo stampo deve essere di 24 cm , tra l'altro è avanzata anche un po' di pasta che utilizzerò per delle tortine).
Ho foderato lo stampo con un disco di carta forno bagnato e strizzato, ho messo il guscio e riempito con il ripieno, raccogliendo la pasta intorno, portandola verso l'alto, quasi a chiudere.
Ho messo nel freezer per 15 minuti.
Tolta dal freezer, ho spennellato il dolce con il tuorlo e cosparso con lo zucchero rimasto, Il dolce va coperto con un foglio di alluminio e fatto cuocere così per 25 minuti, poi si toglie e si fa cuocere per altri 25 minuti. Forno a 190°.
Io ho abbassato la temperatura e prolungato il tempo di cottura, perchè a volte il mio forno  è "traditore, quindi meglio andare sul sicuro!

Far intiepidire il dolce, metterlo in un piatto da portata e cospargerlo di zucchero a velo.



domenica 21 settembre 2014

Champignons ripieni di gorgonzola e noci

Sempre alla ricerca di qualcosa di diverso o a rispolverare piatti che non facevo da tempo: questo è il motivo per cui stasera mi è venuta la voglia di fare questi funghi.
Per la verità lo spunto l'ho avuto questa estate a Malta, quando mia figlia ha mangiato un fungo ripieno alle noci, nel ristorante di Palazzo De Piro a 'Mdina.
Certo solo uno spunto, perchè lì c'erano degli ingredienti che qui non trovo,un formaggio diverso  per esempio, pertanto mi sono dovuta adeguare facendo una cosa differente, che tuttavia  è piaciuta molto.
Ne ho fatti quattordici, sette ripieni di carne e sette con il formaggio.
Quelli di carne, vabbè, neanche li considero, li ho fatti tante volte e non sono niente di particolare; buoni ma niente di che!


















Per sette funghi grandi:
40gr noci
150gr gorgonzola
latte q.b.
2 albumi
2-3 cucchiai di pangrattato
aglio
prezzemolo
sale
pepe

Ho tagliatoa rondelle i gambi dei quattordici funghi e li ho anche leggermente scsavati.
In una padella ho messo poco olio con uno spicchio di aglio tritato, fatto soffriggere appena e aggiunti i funghi. Portati a cottura, salato,  pepato e profumato con prezzemolo tritato.
Le noci le ho immerse in acqua bollente, spellate e tritate grossolanamente.
Ho tritato i gambi cotti e ne ho lasciati un terzo per i funghi da riempire con la carne (che era piuttosto abbondante), mentre a quelli rimasti ho unito le noci.
In una ciotola ho lavorato il gorgonzola con il latte e quando era ben amalgamato l'ho unito ai gambi, ho messo anche un po' di pangrattato e infine due albumi semimontati.
Con questa farcia ho riempito i funghi, lasciandone una cucchiaiata.
Ho disposto i funghi in una teglia con un filo di olio, la cucchiaiata di farcia, un dito di brodo vegetale e ho messo in forno sui 200°.
A fine cottura, ho tolto i funghi e ho messo il fondo di cottura in un pentolino e ho minipimerizzato, fino ad avere una salsina densa che ho messo sopra ai funghi prima di servire.

muffins integrali con pinoli, nashi, gocce di cioccolato.

Chi avrà dato uno sguardo a questo blog avrà sicuramente notato che le ricette di muffins e ciambelloni non mancano!
Così per non smentirmi, oggi ne ho provata un'altra, stavolta una mia creazione e, fidatevi!, è buona.
Magari i più golosi avrebbero voluto un muffin più cioccolatoso, burroso, ma in questo periodo sto sperimentando ricette che potrei definire salutari,  pertanto troverete dolci con ingredienti un po' diversi dai soliti, ma reperibilissimi in un qualsiasi supermercato.
In questo caso forse l'ingrediente un po' particolare è il nashi, una mela che... sa di pera! che  ha la forma di mela e la buccia di pera.
Per farla breve, si può sostituire con una pera bella matura e succosa, ma visto che di nashi di produzione propria ne ho abbastanza ho pensato bene di utilizzarlo.



















Per 12 muffins:

13ogr farina integrale
110gr farina kamut
125gr zucchero di canna demerara
30gr pinoli
30gr gocce di cioccolato
2 uova
80gr olio
1 vasetto di yogurt
1 nashi medio a dadini
50gr latte
1/2 bustina lievito
una puntina di bicarbonato

Fare l'impasto mischiando, come al solito, gli ingredienti secchi e aggiungendo in seguito quelli umidi.
Ho messo l'impasto in frigo per una mezz'ora, poi nei pirottini. In forno sui 200° per 20 minuti.

domenica 14 settembre 2014

Crostata tiramisù

Come si fa a resistere quando ti capita tra le mani uno dei tanti libri che hai e  trovi una "Crostata alla crema tiramisù"?
Si può rimandare poi arriva il giorno che, infischiandotene altamente delle numerose calorie, compri tutti gli ingredienti e vai con la crostata! Tanto, dici a te stessa, ne mangerai una fettina, la dose poi è per 6-8 persone ma sicuramente avranno considerato porzioni abbondanti.



















Frolla al caffè:
300gr burro (io 250gr)
200gr zucchero a velo
4 tuorli
500gr farina
4 cucchiaini caffè solubile

Per la crema:
250gr panna montata
4 tuorli
50gr zucchero
125gr mascarpone
cacao in polvere q.b.
20gr acqua   (io)
1 foglio colla di pesce  (io)
2 cucchiai marsala all'uovo (io)

 Ho fatto la frolla e l'ho messa in frigo per alcune ore.
L'ho stesa in uno stampo da 24 cm allo spessore di 1/2 cm.
L'ho fatta cuocere  per 10 minuti a 160°coperta con carta forno e le palline di ceramica, poi le ho tolte e l'ho fatta cuocere per altri 5 minuti.
Ho fatto raffreddare.
L'impasto era piuttosto abbondate pertanto con la frolla avanzata ho fatto dei biscottini a forma di fiore. Credo che accoppiati con una ganache in mezzo siano proprio buoni!

Per la crema, contrariamente a quello che c'era scritto, ossia montare tuorli e zucchero, ho preferito fare uno sciroppo a 121° con poca acqua e lo zucchero, poi montare i tuorli aggiungendo a filo lo sciroppo.
Altra variante mia: poichè temo che queste creme siamo pronte a franare da un momento all'altro, aggiungo un "sostegno", cioè un foglio di colla di pesce precedentemente ammollato e sciolto in 2 cucchiai di marsala caldo.
Ricapitalondando: tuorli montati con lo sciroppo, marsala con colla di pesce, mascarpone e infine panna, amalgamare per bene e mettere  in frigo.
Quando il guscio è freddo, versare la crema e tenere in frigo almeno due ore (io l'ho fatta il giorno prima),
Cospargere di cacao prima di servire.

venerdì 12 settembre 2014

Ciambellone allo yogurt e mele 2

Questo è più o meno lo stesso ciambellone allo yogurt che avevo messo nel blog l'altro  giorno.
Allora qualcuno si chiederà: che bisogno c'è di metterlo se è quasi simile?
Bene, qualche cosa c'è: la farina integrale, per esempio, poi la quantità degli ingredienti l'ho diminuita, così come ho diminuito il numero delle mele e anche la loro disposizione, anche la forma non è più quella, non è più a ciambella.
Buone tutte e due, ma questo mi pare abbia avuto maggior successo. Forse meno mele che lo hanno reso un po' meno umido?  Fatto sta che è durato poco più di ventiquattr'ore e questo vorrà dire qualcosa, o no?








































Ingredienti (stampo a cerniera 24cm)
                                                                                                                                                                  200gr yogurt
200gr farina kamut
100gr farina integrale
3 uova
150gr zucchero di canna +altro per spolverizzare
90gr olio girasole
buccia e succo di limone
2 mele renette molto grandi o 3 medie
1 bustina lievito
gelatina spray

Il procedimento è il solito: si montano bene le uova con lo zucchero, si aggiungono buccia di limone grattugiata, yogurt e olio, poi delicatamente, a cucchiaiate le farine e il lievito.
In ultimo la mela tagliata in precedenza a dadini e messa in una ciotola col succo di limone.
L'altra mela l'ho tagliata a fettine messa come si vede nella foto.
Cottura sui 180-170° (ho un forno che mi fa dei brutti scherzi quindi meglio tenerla bassa e prolungare i tempi), per circa 45 minuti.
Dopo la cottura passiamo al "make up": una passata sotto il grill (la superficie l'avevo cosparsa di zucchero) e poi una spruzzata di gelatina per lucidare, ossia per renderlo più bello, perchè anche l'occhio vuole la sua parte (e io devo consumare questa gelatina spray).

martedì 9 settembre 2014

Riso venere ai peperoni con polpo

Ancora riso venere.
Eh sì! Vado a periodi e ora tocca al riso venere fare la "cavia" per i miei esperimenti culinari.
Questo mi sembra che sia riuscito abbastanza bene, almeno secondo il mio gusto.
Era già da un po' che pensavo alla coppia riso venere e polpo e dopo una prova che non mi aveva entusiasmata moltissimo, anche se era passabile, ho tentato di nuovo ed è venuto fuori un piatto gradevole ma, soprattutto ho scoperto che questa salsa al sedano lo potrei utilizzare in diverse preparazioni.
C'è da dire che io non amo molto il sedano eppure stavolta...



















Per due persone:

140gr riso venere
1 polpo (naturalmente ne ho usato una parte, tre tentacoli diciamo) lessato
1 peperone  rosso

Per la salsa:

il cuore di un sedano piccolo con le foglie
6 mandorle
succo di limone
sale pepe olio q.b.

Ho lessato il riso venere nella pentola a pressione (12 minuti dal fischio) e il triplo del volume di acqua.
Ho pelato col pelapatate un peperone rosso e l'ho fatto a dadini di circa 3mm di lato.
In una padella ho messo qualche cucchiaio d'olio con uno spicchio di aglio, l'ho fatto dorare leggermente e vi ho cotto i peperoni (non troppo), quindi vi ho versato il riso, fatto insaporire e aggiustato di sale e pepe.

Ho lessato il polpo nella pentola a pressione, circa 15-20 minuti dal fischio, e l'ho fatto freddare nella pentola.

La salsa al sedano è quella di Sergio Barzetti, o meglio, una mia versione con meno foglie.
Ho preso la parte centrale del sedano (due, tre gambetti, essendo il mio non era gigante come quello che si trova in vendita), l'ho messa nel mio robottino con le mandorle, il limone, sale, pepe e l'olio e l'ho fatto andare fino ad avere una salsina omogenea, più o meno,

Metto qui il link della salsa  originale e il procedimento.

Come al solito: il riso in un coppapasta, sformato, e intorno il polpo ricoperto di salsa.


venerdì 5 settembre 2014

Ciambellone allo yogurt e mele

Ormai sono lanciatissima con lo yogurt!
Fatto ieri sera e già finito tutto! No,no non l'ho finito io! semplicemente sto cercando, e facendo, ricette a base di yogurt e devo dire con risultati molto lusinghieri.
Oggi, oltre ad una salsina allo yogurt per delle polpettine di tacchino (molto buone, ) ho fatto questa ciambella che posso sicuramente mettere tra le torte di mele preferite.
Le ricette, polpettine e ciambellone, le ho prese da un librino sullo yogurt allegato alla rivista "Alice", un  librino molto interessante dove ho trovato piatti assolutamente da provare.
Io metto le mie dosi e tra parentesi quelle della ricetta originale.




250gr yogurt
350gr farina kamut
200 gr zucchero
3 uova (2 uova)
4 mele renette (5 mele, le mie erano enormi quindi 4)
1 limone
1 bustina lievito
1 dl olio di semi di girasole (olio d'oliva)
zucchero a velo
sale

Ho tagliato le mele a dadini e le ho messe in frigo, coperte, con la buccia grattugiata e il succo del limone.
Ho montato le uova con lo zucchero e quando erano belle spumose ho aggiunto olio e yogurt, sempre azionando le fruste.
A questo punto ho unito la farina poca per volta, insieme al lievito setacciato.
Alla fine ho messo i dadini di mela, mischiato tutto delicatamente, versato in uno stampo a ciambella da 24 cm, a cerniera, e fatto cuocere a 170° circa per 45 minuti. Naturalmente fare la prova stecchino (con le mele sarà sempre un pochino umido).

Biscotti con quinoa, farina di kamut e mirtilli rossi

Non c'è che dire, il libro di Rossella Venezia "Profumo di biscotti" è uno dei migliori acquisti di libri di cucina che abbia mai fatto.
Più lo sfoglio e più mi piace, anche se in pratica ho fatto solo due ricette: una è già nel blog, precisamente questa, fatta una sola volta perchè altrimenti me li sarei mangiati tutti, l'altra è quella che ho fatto ieri.
Questi biscottini mi hanno fatto un po' penare per tagliarli  (ma questa è una "colpa" mia che avrei dovuto organizzarmi meglio i tempi) e da barrette sono diventate dei quadrati!
La forma è relativamente importante, è il gusto che conta! e tutto sommato non mi sono dispiaciuti affatto.
Con questa dose ne ho fatti una teglia quadrata da 38cm.



















150gr farina kamut
70gr quinoa
80gr zucchero di canna
50gr mirtilli rossi essiccati
2 tuorli
100gr burro freddo a fiocchetti
30gr latte

In una ciotola ho messo la farina, lo zucchero, la quinoa e i mirtilli tritati grossolanamente e mischiato il tutto.
Al centro vi ho messo i tuorli, il burro, il latte e ho impastato tutti gli ingredienti velocemente fino ad avere una palla che ho schiacciato e messo in frigo.
L'autrice dice di lasciarla almeno 30 minuti, io l'ho lasciata per un paio di ore.
Ho steso l'impasto tra due fogli di carta forno, spessore 3mm, e ho tagliato dei quadrati, infarinando sempre la punta del coltello e sempre aiutandomi col il coltello infarinato li ho messi nella teglia.
Forno a 180° fino a quando sono dorati (15 minuti come scritto nel libro sono pochi, almeno per la mia esperienza).

Ho provato anche a sostituire il burro con 70gr di l'olio di girasole e sono venuti ottimi.
Una volta impastato ho steso l'impasto tra due fogli di carta forno, quindi l'ho tagliato con uno stampo della Tescoma, questo, messo in teglia e passato per un'oretta nel congelatore.
Con questo metodo non ho avuto i problemi della prima volta.

domenica 31 agosto 2014

Feta al forno e finta piadina

Una cena niente male quella di questa sera!
Era da  un po' di tempo che volevo provare la feta al forno, avevo letto commenti entusiastici ma, come spesso succede, si rimanda si rimanda e non si fa mai.
Così sfogliando il numero di settembre di una neonata rivista di cucina, "Jamie", trovo la feta al forno accompagnata dalle piadine.
Compro la feta, decisa a farla nel giro di pochi giorni ma non compro le piadine e di domenica sera direi che è praticamente impossibile trovarle!
Bene! farò io qualcosa di simile.
Ho trovato una ricetta veloce in un bel blog, questo, e ringrazio Anna, l'autrice per averla condivisa: il risultato è stato veramente soddisfacente sia per l'esecuzione che per il gusto. Da rifare sicuramente visto il successo che hanno avuto.


















Feta al forno:

200gr feta
1 cucchiaino semi di cumino
1 cucchiaino  semi sesamo nero
1 spicchio d'aglio grattugiato
buccia di un limone
olio
Accendere il forno a 180°.
Mettere la feta in una teglia ricoperta di carta-forno e cospargerla con i semi, l'aglio, la buccia di limone e un filo d'olio.
Infornare per 35 minuti.

Piadine
x 4 piadine:
impastare 300gr di farina con 50gr di olio di semi (io ho usato olio di girasole),80 gr acqua, 40gr vino bianco, sale.
Ho impastato con il Kenwood, finito di lavorare a mano, formate 4 palline da 120gr che poi ho steso col matterello.
Ho fatto cuocere a fuoco moderato nell'apposita padella per piadine.

Grazie Jamie e grazie Anna e un pioccolo elogio a me che sono quattro giorni di fila che faccio una teglia grande di pomodorini confit. Qui li ho messi per un tocco di colore e perchè sono buoni!!

Muffins alle bacche di goji

E' giunto il momento di usare le bacche di goji!
Le avevo comprate tempo fa per curiosità e le avevo messe da parte insieme ad altri ingredienti "insoliti" in attesa di farne buon uso.
Poi, visto che mia figlia vuole mangiare cose sane, che fa colazione tutte le mattine con i muffins rigorosamente fatti in casa e che delle suddette bacche si dice un gran bene, ho pensato che metterle in dei muffins supersalutari sarebbe stato il massimo.
  Così ho fatto una prova e credo che i vari ingredienti siano bilanciati abbastanza bene, almeno il giudizio della figlia è stato positivo e anch'io sono stata molto soddisfatta.


















 Per 12 muffins:

30gr bacche di goji (precedentemente messe a bagno in acqua tiepida poi strizzate)
200gr farina00
50grgr farina integrale
135gr zucchero di canna
1/2 bustina lievito
1 puntina di bicarbonato
90gr olio di riso
3 cucchiai yogurt (fatto in casa, tipo greco)
2 cucchiai latte
50gr mela grattugiata

Come al solito si mischiano gli ingredienti secchi, poi si aggiungono quelli umidi.
Si mischia velocemente e si mette in frigo per una ventina di minuti.
Forno intorno ai 200° per 20 minuti.

venerdì 29 agosto 2014

Tortino di zucchine e patate al basilico

Cosa fare quando ci sta una discreta quantità di zucchine da cucinare e un mix di pangrattato-basilico avanzato da una preparazione precedente?
Ovvio!  ti devi inventare qualcosa! e poichè io amo molto il connubio zucchina-basilico-formaggio di pecora...
Mi sono messa ai fornelli piuttosto tardi e ho fatto tutto a occhio ma, si sa, con le ricette salate e specialmente quelle svuotafrigo, è così.
Devo dire che è venuto fuori un piatto molto buono e che, secondo me, fatto in monoporzione fa la sua figura.
D'accordo, smetto che gli auto elogi e passo ai fatti.
Dicevo che ho fatto a occhio, ad ogni modo cercherò di dare le quantità degli ingredienti il più precise che sia possibile.

 

















15 (o più zucchine) medie
4 patate medio-grandi
2 fette di prosciutto crudo tagliate spesse (1mm-1,5mm)
caciotta fresca di pecora q.b.
4 cucchiai pecorino romano grattugiato
6 foglie di basilico
2 uova
aglio
sale pepe
mix pangrattato-aglio-abbondante basilico
olio
burro per lo stampo

uno stampo a cerniera da 24 cm

Tagliare dei nastri di zucchina (provare quanti ce ne vogliono per rivestire lo stampo) e sbollentarli per 5 minuti.
Tritare uno spicchio di aglio, farlo soffriggere leggermente e cuocere le rimanenti zucchine tagliate a dadini, lasciandole piuttosto al dente. Aggiustare di sale e di pepe. Far intiepidire.
Lessare le patate.
Schiacciarle con una forchetta, unire i dadini di prosciutto crudo, aggiustare di sale e pepe, eventualmente aggiungere qualche cucchiaio di latte e un goccio di olio.
Sbattere le uova con un po' di sale, aggiungere il pecorino grattugiato e unirle alle zucchine, mettere anche le foglie di basilico spezzettate e un po' di caciotta (io ho fatto a dadini due fette di 1/2 cm di spessore, caciotta bassa, tanto per dare un'idea).

Composizione:
imburrare lo stampo a cerniera, cospargerlo di pangrattato, disporre i nastri di zucchina intorno, lasciandole debordare.
Strato di metà patate, strato di metà zucchine, ancora strato di patate e infine zucchine.
Portare verso il centro i nastri, spolverizzare  con il mix pangrattato-basilico e cuocere in forno per una 20 minuti, con passata di grill finale.
Mangiato tiepido.

martedì 26 agosto 2014

Riso venere con julienne di seppia e pesto di prezzemolo

L'abbinamento riso venere-gamberi l'avevo già fatto, riso venere- zucchine pure e allora ho cercato di fare qualche cosa di diverso, per lo meno ho tentato.
Essendo un esperimento culinario ho fatto solo per due persone e seguendo un'idea di base che poi poteva cambiare in corso d'opera.
E' venuto fuori un piatto gradevole, non eccezionale, ma sicuramente da rifare.

















Per due-tre  persone:

160 gr riso venere
2 seppie
un mazzetto piccolo di prezzemolo
una decina di foglie di basilico
uno spicchio d'aglio piccolo
un cucchiaio scarso di capperi sotto sale
2 filetti di acciuga
buccia di limone grattugiata q.b.
olio
sale
pepe

Ho lessato il riso venere nella pentola a pressione, l'acqua tre volte il volume del riso e 12 minuti di cottura dal fischio.
Ho tagliato a julienne le seppie, le ho fatte cuocere velocemente in una padella con uno spicchio di aglio tritato e soffritto pochissimo nell'olio.
Tolte le seppie, ho lasciato il liquido nella padella e vi ho messo ad insaporire il riso, salato e pepato e, successivamente ho unito parte delle seppie. Togliere dal fuoco.

Preparazione del pesto:
mettere in un robot piccolo (io ne ho in dotazione al mini pimer che funziona alla perfezione) i capperi dissalati, le acciughe e tritare, mettere il prezzemolo e azionare ancora, poi il basilico con un po' di sale, l'olio, non molto, e anche un cucchiaio di acqua.
Azionare ancora il robot fino ad avere una salsa omogenea, aggiustare di sale e pepe e unire la buccia grattugiata di mezzo limone.
Prendere un coppapasta con estrattore, mettere il riso, pressare, estrarre e mettere qualche pezzetto di seppia per guarnizione, alla base mettere un po' di pesto al prezzemolo.
Per dare una nota di colore ho messo nel piatto anche i pomodorini confit.

giovedì 24 luglio 2014

Insalata di farro e verdure

Ogni tanto ritornano...e questa ricetta ritorna dopo tanti anni eppure era, ed è, una delle mie preferite tra le insalate estive.
Era il lontano 2005 e io cominciavo a frequentare il forum de La Cucina Italiana.
Leggevo e prendevo nota e, non avendo un pc mio, non essendo capace di trafficare col medesimo (oddio non è che adesso sia un genio però..me la cavo!) cercavo di salvare le ricette scrivendole su un quadernone ( e non ridete della mia imbranataggine!), insomma non facevo copia-incolla ecc.ecc.. Per giunta, nella fretta e anche presa dall'entusiasmo di provare qualcosa di nuovo, spesso dimenticavo l'autore, pertanto se qualcuno riconosce la ricetta come propria me lo faccia sapere e riparerò alla mancanza.

L'originale prevedeva l'orzo io però avevo il farro e l'ho fatta col farro (lo ammetto: dovevo levare due pacchetti cominciati).

















250 gr orzo bollito (io farro)
1 cipolla rossa a rondelle
1 peperone a tocchetti
1 melanzana a tocchetti
1 mozzarella
1/2 bicchiere vino bianco
1 cucchiaio di aceto balsamico (io più di un cucchiaio)
olio, sale, pepe, basilico

Far appassire la cipolla nell'olio, aggiungere le verdure tagliate (volendo si possono mettere anche delle zucchine).
Farle rosolare poi aggiungere il vino e l'aceto.
Cuocere per 20 minuti.
Salare, pepare e lasciar raffreddare.
Mettere l'orzo/farro bollito in una ciotola, aggiungere la mozzarella a dadini e le verdure ormai fredde.
Mischiare il tutto e decorare con anelli di cipolla rossa e basilico.



lunedì 30 giugno 2014

Tagliolini con zucchine, pomodorini, pancetta e pecorino romano

Mantengo la promessa e voilà una ricetta "zucchinesca" di grande successo che ho provato ieri.
Niente di eccezionale, una cosa che è nata in mattinata pensando a quello che avevo in casa e che potevo abbinare con le zucchine e siccome ci sta pure che mi dimentichi il procedimento, mi affretto a scriverla. Come spesso accade le dosi sono a occhio. In fondo con le ricette salate si può fare: aggiungere, correggere, modificare fino ad avere un buon risultato.






















Per 5 persone:
tagliolini fatti in casa con uova, farina di grano duro e un paio di cucchiai di farina integrale.
zucchine medio-piccole 10
pomodorini piccadilly 8
pancetta 2 fette un po' spesse tagliata a dadini
basilico
pecorino romano

Nella padella dove poi metteremo i tagliolini, versare pochissimo olio e farvi rosolare la pancetta.
Metterla da parte in un piatto.
Nella stessa padella mettervi un altro filo d'olio e i pomodorini tagliati in quattro, salare, pepare e coprire con un coperchio. Non devo essere molto cotto, piuttosto appassiti.
Quando sono pronti, toglierli e metterli da parte.
Tagliare le zucchine a julienne con l'apposito attrezzo.
Nella stessa padella mettere abbondante olio e farlo profumare con uno spicchio di aglio tritato, aggiungere le zucchine e farle cuocere tenendole "al dente".
Aggiustare di sale.
Cuocere i tagliolini, metterli nella padella dove abbiamo cotto le zucchine, aggiungere i pomodorini, far insaporire e unire la pancetta, numerose foglie di basilico spezzate con le mani, un giro di olio a  crudo, pepe, pecorino e "petali" di pecorino.
Petali... cioè pecorino tagliato col pelapatate..però "petali" di pecorino è tutta un'altra cosa. O no?

Zucchine tapas

Tremate! Tremate!Son tornate! No, stavolta non sono le streghe come diceva uno slogan degli anni '70, ma le zucchine!!
Eh sì! Ormai è iniziata la produzione e l'orto ne fornisce una discreta quantità così io devo "strolicare" i vari modi per impiegarle, quindi tenetevi forti che si prevede un'ondata di ricette "zucchinesche".
Comincio con questa, che ho ribattezzato zucchine tapas perchè l'ho presa da un libro di tapas; non credo che fosse esattamente così ma poco importa, posso solo garantire che è una ricetta veloce, appetitosa e molto estiva e si può preparare anche il giorno prima. Cosa volere di più?


















Occorrono delle zucchine freschissime e non molto grandi, per gli altri ingredienti vado a occhio, tutto dipende dalla quantità delle zucchine.
Lavare le zucchine, asciugarle (passaggio fondamentale) e tagliarle per lungo a metà o in quattro parti, poi ogni metà a circa mezzo centimetro.
Infarinarle e far cadere l'eccesso di farina e metterle cuocere a fuoco vivace in una padella larga con abbondante olio ben caldo. Rigirarle spesso con un mestolo e dopo sei-otto minuti spegnere il gas, inclinare la padella mettendo in alto le zucchine e nell'olio sciogliere un po' di pasta di acciughe (facoltativo), unire uno spicchio di aglio tritato, cospargere di origano, salare (attenzione al non eccedere se si è messa la pasta d'acciughe) e irrorare con aceto.
Mischiare bene e quando sono fredde metterle in frigo aggiungendo altro aceto, se piace.


venerdì 30 maggio 2014

Risotto con gamberi e pistacchio

Anche questa mattina si è presentato il solito dilemma: che faccio per pranzo??
Giusto ieri il marito aveva detto:-Basta con la pasta tutti i giorni (che poi non è neanche vero), domani a me fai una minestrina! -
-Perfetto!-penso io- ma se credi che io mi faccia un sugo anonimo o scontato oppure che io mangi la minestrina come te, ti sbagli di grosso!
Così comincio a pensare a qualcosa di gustoso e a cosa mi fornisce il congelatore.
-Le cozze! -sì, ma sono troppe, quindi rinuncio.
-Ecco! ho messo via 6 gamberoni, potrei utilizzare quelli aggiungendone altri presi surgelati al super-.
Decido per un risotto per me e mia madre. ...e lui?? Starà a guardare? Nooo, lo conosco! vuole assaggiare tutto, pure le cose che sa in partenza che lo disgusteranno. ..e allora risotto per tutti e tre.
La minestrina può attendere.
Per farla breve comincio a cercare idee su internet; trovo cose interessanti; condivido i miei dubbi sulla scelta delle ricette con i miei amici di facebook e tra un risotto gamberi-limone e uno con gamberi-pistacchi, the winner is...gamberi e pistacchi!!  con una grattugiata di limone che ci sta molto bene.

















Per 3 persone:

270 gr riso
6 gamberoni e 10 code di gambero
aglio
scalogno
30gr pistacchi tritati
maizena
latte
olio
pepe
aglio
brodo granulare di verdure

Ho sgusciato i gamberoni lasciando la testa e la coda, mentre le code le ho sgusciate e tagliate in tre pezzetti.
In una padella ho messo un po' di olio e uno spicchio di aglio tritato. L'ho fatto soffriggere pochissimo e vi ho messo i gamberi, salato pepato e spento dopo breve cottura.
Sono passata a fare la salsina di pistacchi.
Nel robottino del mio minipimer ho messo uno spicchio piccolo di aglio, 30 gr di pistacchi, un goccio di olio e ho tritato.
Volevo mettere qualche cucchiaio di panna per renderlo cremoso ma non ce l'avevo e allora??
Vai con la "finta panna"!
Non sarà la stessa cosa però..funziona ed è light! In cosa consiste?  subito spiegato! Ho fatto sciogliere un cucchiaino di maizena in una tazzina abbondante di latte, fatto addensare sul fuoco e poi  unita al trito di pistacchio. E' un espediente che uso spesso per rendere cremosi i condimenti di pasta, etc..

Passiamo al riso: solito scalogno soffritto in olio (evito burro e grassi animali se posso), tostatura del riso successivamente sfumato con vino bianco e portato a cottura con brodo di verdure.
Quasi alla fine ho aggiunto la salsina pistacchiosa e i gamberi.
Tocco finale: una grattatina di buccia di limone e per la foto, peraltro non bellissima, una spolverata di farina di pistacchi.
Dovrei fare un altro esperimento: mettere del basilico. A mio marito non piace e per questa volta ho rinunciato, la prossima però..

domenica 11 maggio 2014

Crema di limoncello

Archiviate  le ricette e i liquori con le arance, mi sono dedicata a una delle preparazioni che hanno maggiore successo a casa mia, approfittando anche del fatto che ho i limoni del mio giardino.
Così giorni fa mi sono messa all'opera, anche se è una ricetta che non richiede un grandissimo impegno.
Anche  negli anni scorsi facevo la crema di limoncello, ma era una ricetta un po' lunga e laboriosa che alla fine ti passava la voglia; poi, cercando sul web come spesso succede, ho trovato questa di una certa Mara, una signora napoletana, alla quale sono molto grata perchè trovo che la sua ricetta sia perfetta.
Questo è  il link.


















Ho messo in infusione le bucce di 6 limoni con 3/4 di litro di alcool e le ho lasciate per quattro giorni.
La sera del quarto giorno ho messo in una pentola grande 1,165 l latte e una confezione di panna da 250ml, vi ho fatto sciogliere 1,125kg di zucchero e quando ha iniziato a bollire, ho abbassato la fiamma, mescolato di tanto in tanto e ho calcolato mezz'ora da inizio bollore.
A quel punto ho spento il fornello, coperto e lasciato raffreddare.
Il giorno seguente, ho unito l'alcool dove c'erano le bucce, mescolato per bene, imbottigliato e riposto nel freezer.

lunedì 31 marzo 2014

Semifreddo alle noci con salsa alla vaniglia

Finalmente faccio i dolci che piacciono a me!
Qui ho messo tanti cakes (pure troppi!) ma questi servono per la colazione e quindi hanno un loro perchè, biscotti,  diversi da quelli della tradizione familiare, qualche crostata ovviamente diversa dalle solite con marmellata e adesso è giunto il momento dei dolci al cucchiaio.
Ho rimandato tante volte perchè volevo, e dovevo, accontentare le esigenze altrui ma adesso mi voglio divertire a provare altro.
Certo non hanno niente a che vedere con i dolci di Pinella o di Paola Lena o di Paola de http://ilpennellodicioccolato.blogspot.it/ o di Rosalba (http://unacilentanaincucina.blogspot.it/) giusto per fare  dei nomi , tuttavia cerco di fare del mio meglio anche se la presentazione non è delle migliori ( e qui devo lavorarci  un po').
Ieri è stata la volta di un semifreddo. Avevo fatto la mattonella di Babette, copiando la ricetta senza starci a riflettere su, mentre stavolta ho "studiato"..vabbè, si fa per dire!  e lo studio mi ha portato a un dubbio: faccio una crema e unisco la meringa italiana oppure faccio la pate à bombe?? Il problema l'ho risolto chiedendo consiglio alla suddetta Rosalba: pate à bombe è stato il suo consiglio e così ho fatto.
Perchè alle noci? Dovevo usare la pasta di noci che avevo acquistato su internet e non vedevo l'ora.
 La presentazione diciamo pure che è pessima: l'ho tirato fuori dal freezer troppo presto e si stava un pochino sciogliendo ahimé!!!


















Prima di tutto fare il croccante alle noci:
mettere in un pentolino 100gr zucchero con circa 30gr acqua; quando comincia a scurire aggiungere le noci e girarle con un cucchiaio di legno. Quando sono pronte mettere su un doppio foglio di carta forno, far raffreddare, poi mettere sopra un altro foglio doppio di carta forno e frantumarle con un batticarne.
Il croccante ottenuto l'ho fatta passare da un colino dai fori larghi facendo scendere la parte più fine (circa 80gr) e tenendo da parte la granella più grossa.

Pate à bombe:
Ho fatto uno sciroppo con 180gr zucchero e 60gr acqua , portato a 121°, quindi  versato a filo su 5 tuorli leggermente sbattuti. Ho lavorato con le fruste fino ad ottenere un composto gonfio.

Alla pate à bombe ho unito circa 35 gr di pasta di noci (la prossima volta abbondo!), gli 80gr di "farina" di croccante, qualche cucchiaino di croccante  infine 1/2 l di panna montata.

Ho messo in uno stampo da plum cake rivestito di pellicola e fatto raffreddare in freezer.Questo l'ho fatto il giorno prima, mentre il giorno dopo ho preparato la salsa alla vaniglia.

Salsa alla vaniglia:
Far bollire 100gr latte con mezzo baccello di vaniglia aperto.  (Io ho tolto i semini e li  ho  messi nel latte).
Montare un tuorlo con 25 g di zucchero, versare sopra il latte bollente, mischiare con una frusta a fili, rimettere sul fuoco e far addensare.

Al momento di servire cospargere di croccante e accompagnare con la salsa alla vaniglia.




domenica 23 marzo 2014

Bavarese all'amaretto con salsa gianduja

Dopo anni di torte moretta e tiramisu finalmente ho fatto il genere di dolce che piace a me!
Una bella bavarese mi ci andava proprio e se non fosse per l'eterna lotta con la bilancia, che affligge più o meno tutti, la farei più spesso. Per ora accontentiamoci di questa anche se c'è un semifreddo all'amaretto da sperimentare che mi attira molto e poi  non posso mandare a male gli amaretti avanzati!
Questa bavarese va fatta nello stampo da amor polenta, infatti dalla foto, non proprio bellissima, si vede la salsa che cola lungo le scanalature.


 per 8 persone:

600gr panna da montare
75 gr zucchero
70gr amaretti
60gr cioccolato grattugiato
50gr latte
10gr colla di pesce
3 tuorli

Salsa gianduja:
100gr cioccolato fondente
100gr zucchero più un cucchiaio
70gr nocciole tostate
2 cucchiai panna da montare

Scaldare il latte con 200gr di panna da montare.   Lavorare i tuorli con lo zucchero e unire a filo il latte con la panna, metterla sul fuoco moderatissimo e far addensare.
Aggiungere la colla di pesce precedentemente ammorbidita in acqua fredda, spegnere e far raffreddare.
Quando il composto comincia ad addensarsi aggiungere la panna montata fermissima con il cioccolato e gli amaretti sbriciolati.
Versare in uno stampo da amor polenta e lasciare in frigo almeno sei ore.

Per la salsa:
fare un trito finissimo con le nocciole e un cucchiaio di zucchero
fare uno sciroppo con 150gr acqua e 100gr zucchero facendolo bollire per due minuti
sciogliere a bagnomaria il cioccolato, poi unirvi il trito di nocciole.
versare, a filo, lo sciroppo sul mix cioccolato-nocciole , unire un paio di cucchiai di panna e far addensare a fuoco basso fino ad avere una salsa cremosa che al momento di servire verseremo sulla bavarese come nella foto.


Chicche di patate

Oggi era giornata di cucinoterapia o almeno di cucina come esperimenti e divertimento. I risultati spesso sono incerti ma se non provo non posso neanche dire se la ricetta è ripetibile, da migliorare o da dimenticare.
Di solito cerco di andare sul sicuro, mi riferisco alle fonti, poi bisogna anche vedere se il piatto è di mio gusto oppure no.
Il divertimento di oggi era, anzi erano, due: fare le chicche e "giocare" di nuovo col fornetto Versilia.
Le chicche hanno superato brillantemente la prova e il ringraziamento va ad sito di Alice tv da cui ho preso la ricetta.  Ecco una minima parte della produzione



Per 7-8 persone
1,2 kg patate
360  gr farina di grano duro
2 uova
2 cucchiai parmigiano
noce moscata q.b.

Ho lessato le patate, pelate, schiacciate, fatte raffreddare.
Ho versato sopra metà farina, fatta la fontana e al centro ho messo due uova.
Ho lavorato l'impasto con un tarocco, aggiungendo il resto della farina.
A questo punto ho formato dei filoncini grossi come un mignolo e ho fatto degli gnocchetti lunghi circa 1,5cm, rotolando la pasta sulla farina di grano duro.
Durante la cottura sono rimasti belli sodi e non si sono attaccati, infatti li avevo ricoperti di farina, messi in un colapasta e avevo fatto scendere la farina in eccesso quindi  sistemati su un vassoio.

domenica 2 marzo 2014

Gnocchi con salsiccia e pistacchi

Gli gnocchi non sono tra i piatti che preferisco (e so anche il perchè, ma questa è un'altra storia) anche se ultimamente ci ho fatto pace e li ho preparati varie volte  io stessa con un discreto successo.
Infatti fino a qualche anno fa li preparava sempre mia madre e il condimento variava poco: ragù, sugo con prosciutto, sugo con salsiccia, qualche volta sugo semplice con pomodoro e basilico.
Oggi, visto che eravamo in otto, ho fatte due condimenti diversi in modo da accontentare tutti: tocco ai funghi (tanto per non farci mancare un sugo col pomodoro) e un condimento a base di salsiccia e pistacchi che è stato molto apprezzato.
Per dirla tutta, ci avevo già provato a fare questo condimento ma non ero rimasta molto contenta, mentre oggi credo di aver trovato la formula giusta.
Purtroppo non sono stata lì a pesare, ho fatto a occhio, e posso dare delle dosi approssimative per quattro persone.


















Ho preso due salsicce di prosciutto, le ho sgranate e le ho fatte cuocere in una padella con un filino d'olio profumato con uno spicchio di aglio intero poi tolto,una spruzzata di vino che ho fatto evaporare e quindi tolto tutto il liquido che si era formato.
Ho poi preparato una specie di pesto di pistacchi, di cui darò le dosi indicative.
Ho messo nel tritatutto i pistacchi, circa due belle manciate, li ho tritati grossolanamente  e ne ho tolto un cucchiaio.
Ho unito uno spicchio di aglio a quelli che erano nel mixer, tritato poi ho messo circa tre-quattro cucchiai di parmigiano e l'olio q.b. per aver un impasto cremoso ma non troppo, penso che fossero tre cucchiai.. Ho tritato nuovamente e aggiustato di sale.
Nella padella dove erano le salsicce sbriciolate, ho messo tre quarti del "pesto", una tazzina di latte e circa metà confezione piccola di panna fresca (quindi siamo intorno ai 130 ml). 
Ho fatto sobbollire  per qualche minuto,aggiustato di sale e pepe e poichè mi sembrava un po' troppo denso  aggiunto un goccio di latte.
Quando gli gnocchi erano cotti li ho versati nella padella, fatti insaporire velocemente, un po' di parmigiano, i pistacchi tritati messi da parte e ho servito...con grande successo!

giovedì 20 febbraio 2014

Soufflé al formaggio

Il soufflé mi piace molto e non solo per il sapore ma anche perchè lo trovo bello a vedersi. 
Un momento!..bello appena sfornato o quando è ancora in forno e lo guardo crescere! eh sì, il rischio che si sieda appena portato in tavola c'è e allora che delusione!
Ieri mi era presa la voglia di farlo: il formaggio ce lo avevo, la voglia pure e allora mi sono messa all'opera.
Be' ad un certo punto comincio ad avere dei dubbi sulla quantità di burro e farina della ricetta che uso da anni (ricordavo bene, tanto per essere chiari, ma preferisco verificare) e allora che faccio? tanto il pc è quasi sempre acceso, mi metto a sbirciare qua e là e con grande meraviglia trovo ricette ben diverse tra loro, con rapporti farina-burro-latte molto vari.
Per farla breve, decido per quella presa da Alice, seppure con varianti minime.

Che devo dire? che non la lascio più! Il soufflé è rimasto bello gonfio e..in piedi!
La foto l'ho fatta che era uscito dal forno già da parecchi minuti.
La cottura però non è stata di 25 minuti, come suggerito nel sito di Alice, ci sono voluti altri 20 minuti (sempre a 185°) e anche gli albumi non li ho montati a neve fermissima, ma ho seguito il consiglio Ernst Knam di lasciarli "cremosi". 
Ultima variante: ho usato solo emmental, aggiunto quando la besciamella era tiepida.
















Besciamella con
400ml latte
70 gr burro
70 gr farina
noce moscata

150gr emmental grattugiato
5 uova (aggiungere uno per volta i tuorli, poi gli albumi montati)
salare poco

Versare in uno stampo alto solo imburrato, niente pangrattato.

lunedì 17 febbraio 2014

Filetto di maiale ripieno di castagne e salsiccia

Era da un po' di tempo che volevo provare a cucinare il filetto in questo modo.
Mi ero entusiasmata dopo averlo assaggiato ad Acquapendente, in questo ristorante, mi era piaciuto veramente tanto e mi ero ripromessa di provarci nonostante non avessi una ricetta precisa e quindi dovevo fare un tentativo.
Posso dire che il tentativo è riuscito, anche se non era come quello mangiato là, però si può sempre migliorare e, soprattutto, devo comprare le castagne giuste.
Il problema infatti è stato quello di avere solo una confezione da 100 gr di castagne Noberasco, perchè se una 70gr erano sufficienti per il ripieno, i rimanenti 30 gr erano veramente pochini per la salsa e le altre castagne che avevo preso non andavano bene, almeno secondo il mio gusto, anche se qualcuna l'ho dovuta usare.



















Ho preso due filetti, eravamo in sei e uno era insufficiente, ho fatto una specie di tasca con un coltello affilato e vi ho messo il ripieno fatto con:
3 salsicce sgranate con la forchetta, cotte in una padellina con un filino di olio e foglioline di timo e profumo di aglio intero, 70gr di castagne lesse schiacciate con la forchetta.
Ho messo il ripieno, ho cucito l'estremità, fatto rosolare in una teglia antiaderente con olio, aglio, rosmarino, sfumato con marsala.
Ho aggiunto del brodo e fatto cuocere in forno aggiungendo delle castagne.
Dopo una mezz'ora abbondante, ho tolto i filetti e li ho avvolti in carta forno.
Ho preparato la salsina: tolto aglio e rosmarino, ho messo da parte un po' di castagne, ho unito un cucchiaino abbondante di maizena sciolta in pochissima acqua, una tazzina di latte, fatto addensare, minipimerizzato, messi i pezzetti di castagne che avevo tolto.


domenica 2 febbraio 2014

Cake noci, miele, arancia

...e continuano gli esperimenti dei cakes..
Sempre dall'ormai famoso librino francese (sì, è proprio piccolo piccolo e pure senza foto)  ho preso l'ispirazione per un altro dolce per la colazione.
Do uno sguardo rapido all'indice, scelgo una che "m'ispira", guardo se  ho in casa gli ingredienti e vai con la nuova ricetta.
Non posso dire di averla fatta uguale perchè non c'è burro, la quantità di farina è maggiore e la buccia d'arancia l'ho messa io che, come è noto, metterei l'arancia ovunque e visto che è stagione..ne approfitto!


















120gr zucchero
3 uova grandi
300gr farina
100gr olio di riso
100gr noci sminuzzate grossolanamente
buccia di un'arancia grattugiata
3 cucchiai di miele (circa 70gr)
50 gr latte
1 bustina di lievito


mercoledì 22 gennaio 2014

Filetti di baccalà in pastella

E' un piatto tipico della cucina romana ed io, pur abitando non molto lontano da Roma, non lo avevo mai fatto.
A dir la verità cucino molto di rado il baccalà e quando lo faccio seguo sempre la solita ricetta, quella di casa, che tra l'altro mi piace molto e se ci sarà l'occasione la metterò anche qui.
Dicevo dei filetti.
Scelto un bel baccalà non bastava tagliarlo a pezzi, fare una semplice pastella e via.
Volevo farlo come quello dei filettari romani. ..E qui comincia la ricerca che mi ha portato a questo risultato.
Dei  filetti buonissimi, senza quel retrogusto di pesce che io trovo sgradevole.
Ho trovato quello che cercavo su un topic di coquinaria: una forumista (chiedo scusa ma non ricordo il nome ma posso rimediare)  ha messo la ricetta della pastella di Laura Ravaioli che io ho trovato perfetta!
La quantità era abbondante per quei due filettoni di baccalà ma, avendoli fatti oltre un mese fa, non posso essere molto precisa sul rapporto filetti di baccalà-pastella:, posso solo dire che eravamo in otto  a mangiarli.

















Pastella:

500 g. di farina,
600 g. di acqua,
2 (due) g. di lievito di birra

Lavorare con le fruste finché è liscio.
Far lievitare in frigo per una notte o dalla mattina alla sera (come ho fatto io).
Infarinare le fettine di baccalà e scuotere la farina in eccesso.
Infilzare il pezzettino con uno spiedino di legno per non lasciare impronte, tuffare nella pastella e poi nell'olio. Spingere con un altro spiedino per liberare il primo.

Ovviamente ho scelto la parte più carnosa, tolte le spine, e tagliato a pezzi lunghi circa 6cm e larghi 2.

domenica 19 gennaio 2014

Ciambelline al vino rosso

In una giornata fredda, piovosa, uggiosa, noiosa e tutte gli "osa"(negativi) che vi vengono in mente, due ciambelline da inzuppare in un bel bicchiere di vino non mi dite che non ci stanno bene!
La ricetta è quella delle nonne solo che la nonna in questione, che poi è mia madre, aveva la pessima abitudine, peraltro assai diffusa, di mettere farina q.b.
 L'ho già detto, lo ripeto: la cosa mi infastidisce parecchio e allora  io ho deciso di fare tutte le cose per benino.
Armata di carta, penna e bilancia ho pesato tutto! Impastato nel kenwood e sottoposto l'impasto al giudizio della suddetta che ha dato l'ok!
Ovviamente le nonne impastavano a mano, ma noi nel 2014, kenwood-munite, mettiamo tutto dentro e senza sporcare troppo abbiamo il nostro bell'impasto che poi verseremo sulla spianatoia infarinata.
Ma torniamo alle ciambelline.
Mi girava di farle col vino rosso, anche se la prossima volta le farò con quello bianco: è mio marito che userebbe sempre il rosso, io sono più restia ma per una volta..
Il procedimento:
mischiato farina,  zucchero, sale e poco lievito, poi aggiunti gli umidi, ossia vino e olio.
Ho trasferito l'impasto sulla spianatoia, fatto dei filoncini, tagliati pezzi di pasta grandi quanto una noce, appallottolata e con il dito indice infarinato ho fatto un foro, messa la ciambellina in un piatto col lo zucchero e fatto ruotare fino a fare un bel buchetto centrale (non mi piacciono quelle a cordoncino chiuso), messe in una teglia con carta forno.
Ne sono venute 80!!

















Ingredienti:
1 tazza di vino rosso (o bianco) = 350gr
1 tazza e mezza zucchero = 550gr
1 tazza olio di oliva = 350gr
pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito (facoltativo)
1kg farina + per la spianatoia
zucchero  per passarci le ciambelline


mercoledì 15 gennaio 2014

Muffins con noci, noci macadamia, gocce di cioccolato

Ogni tanto mi capita di comprare un ingrediente, definiamolo pure insolito, col proposito di utilizzarlo quanto prima; magari l'ho trovato in qualche ricetta che ora vai a capire dove sarà: libri? riviste? Internet?
Vabbè,a parte queste considerazioni,  le noci macadamia stavano lì, in dispensa, in attesa di trovare un dolcetto di cui sarebbero state protagoniste.
In fondo non le avevo prese da tanto tempo quindi il rischio scadenza non c'era però meglio non far passare troppo tempo.
Così oggi pomeriggio, tra una chiacchiera e l'altra su argomenti culinari, mi viene un 'idea: proviamo a metterle nei muffins.
Presa dalla frenesia sperimentatrice non vado a cercare a destra e a manca, butto giù una ricetta su un foglietto e se tutto andrà bene la metterò nel blog, altrimenti...se ne riparlerà un'altra volta dopo le opportune modifiche.
La prova assaggio è stata superata e allora eccoli qui i miei muffins alle noci.


Per 12 muffins:
190gr farina
10gr cacao (un cucchiaio circa)
120gr zucchero demerara
40gr noci
40gr noci macadamia
30gr gocce di cioccolato
75gr olio di riso
2 uova
100gr latte
70gr yogurt
1/2 bustina lievito per dolci
cioccolato fondente q.b.

Ho tagliato grossolanamente i due tipi di noci e le ho messe in una ciotola con tutti gli ingredienti secchi, escluso il cioccolato fondente.
Al centro ho fatto una buchetta e vi ho messo le uova e gli ingredienti umidi.
Girato velocemente e messo in frigo.
Dopo una mezz'ora ho messo l'impasto nei pirottini da muffins , mettendo un mezzo quadratino di cioccolato fondente al centro.
Cottura intorno ai 200° per 25 minuti.

Magdalenas

Eh no! non sono muffins!
D'accordo, l'aspetto è quello, ma il procedimento e la nazionalità sono proprio diversi.
Le Magdalenas sono dolcetti spagnoli, originari dell'Aragona.
Li avevo fatti qualche anno fa poi  ho perso la ricetta ed ho pensato di chiederla a Daniela, amica su FB e coquinaria, per andare sul sicuro, visto che lei vive a Madrid.
Sono venuti buonissimi, solo che avrei voluto più "cupoletta" e siccome ho scoperto su un blog
 ( "Ammodomio") come si fa, la prossima volta metterò in pratica " l'astuce", come direbbero i francesi.


















Con questa dose son venuti 13 dolcetti.

125gr uova
175 gr zucchero
190ml olio di riso
210gr farina
buccia di limone
cannella a piacere (io 1/2 cucchiaino)
7gr lievito per dolci
60ml latte.
Ho montato le uova con lo zucchero, poi ,sempre con le fruste in azione, ho aggiunto l'olio e il latte, la buccia grattugiata del limone e infine la farina a cucchiaiate, la cannella e il lievito passati al setaccio.
Ho fatto cuocere a 190° per 20 minuti, poi ho abbassato la temperatura leggermente e li ho lasciati un altro quarto d'ora circa.





venerdì 10 gennaio 2014

Pizza!!!!

Che direste quando avete:
1) la cena già pronta o quasi
2) la verdura già ripassata in padella
3)per accontentare tutti farete pure il puré di patate
4) il pane al quale dovete fare altre pieghe, ecc..ecc..
e il marito dice tutto felice che mia madre sarebbe contenta se facessi una pizza? Niente di che! una teglietta!
Tergiverso. Non c'è tempo, non ho la mozzarella...butto varie scuse e alla fine..impasto!!!
Avevo provato una dose che mi aveva molto soddisfatta, l'avevo messa tra i preferiti ma, con questa specie di "pressure test", non riesco a trovarla. Allora cerco di andare a memoria, ma molto vagamente.
Il risultato è questo: impastata alle 18, una decina di minuti di lavorazione nel ken, lievitata fino al raddoppio poi stesa con una facilità incredibile!
Eccola, bella sottile come piace a me (e non solo).
Ah! nel frattempo mio marito era andato a comprare la mozzarella.
















Impasto:
400 gr manitoba
100 gr farina di grano duro
300 gr acqua
8-9 gr lievito di birra
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio e mezzo olio

martedì 7 gennaio 2014

Flan di carciofi con salsa allo yogurt e polvere di caffè

Ho provato questa ricetta alcuni anni fa e l'ho riproposta per capodanno, usando dei carciofi surgelati.
Allora ebbe un notevole successo presso i miei ospiti e poichè cercavo qualcosa un po' particolare senza essere troppo strano (meglio non rischiare visti alcuni familiari!)  e considerando che il giorno di capodanno non avrei fatto un menù classico, ma una serie di antipasti e un primo,questi flan erano una soluzione ideale, tra l'altro mi potevo portare avanti con il lavoro, cuocendo i carciofi il giorno prima.
A questo punto è doveroso un ringraziamento all'autrice della ricetta, Ady Melles, che molti conosceranno per il suo famosissimo ciambellone all'acqua, e una menzione del suo blog "Diario di una passione", da cui ho preso la ricetta.
Usando carciofi surgelati ho fatto un po' a occhio, comunque io riporto la ricetta di Adelaide, fatta con carciofi freschi.
Questi sono i miei flans, certo che la presentazione non è delle migliori: troppi flans in quel piatto! vi prego di essere indulgenti..




4-5 carciofi
2 uova
50gr parmigiano
scorza grattugiata di mezza arancia
prezzemolo q.b.
sa, pepe

Per la salsa:
200gr yogurt greco
50ml panna liquida
sale
polvere di caffè: un pizzico

Per decorare:
spicchi di arancia pelata a vivo

Tagliare i carciofi a spicchi sottili e cuocerli in padella con poco olio e uno spicchio di aglio.
Frullarli, aggiungendo qualche cucchiaio di latte o panna, aggiungere il parmigiano,i tuorli, la buccia d'arancia, sale e pepe.
Montare gli albumi a neve e incorporarli delicatamente alla purea di carciofi.
Versare il composto in stampini , imburrati, monoporzione e far cuocere una ventina di minuti, anche meno, a 180°.
Quando sono tiepidi servirli con la salsa allo yogurt e a qualche spicchio di arancia.
Con questa dose si ottengono 6-8 flans.